La malinconia della Filuzzi è, per me, la malinconia dell’estate.
Filuzzi, interpretazione squisitamente petroniana del genere ballo liscio
tipicamente romagnolo. Mi infonde malinconia perché, volente o nolente, è
legata ad un mondo che inizia a sfumare, e che sfumerà del tutto quando la
generazione ad essa legata – e ai suoi ricordi – un domani non ci sarà più.
Ricordi di un’Emilia uscita dalla guerra che voleva cancellare la memoria del
conflitto con fiducia e positività; l’Emilia della nuova industrializzazione, della
cooperazione, delle case del popolo e delle feste dell’Unità. L’Emilia delle
balere che non esistono quasi più.
Giungono alle mie orecchie col vento una sera sul tardi le ultime note
di valzer e mazurke di periferia, da una festa all’aperto a poco più di un
chilometro in linea d’aria da casa mia.
La malinconia della Filuzzi è la malinconia dell’estate. Non amo
ascoltare di mia volontà i tormentoni estivi, preferisco magari ascoltare
“Estate” di Bruno Martino nell’interpretazione di Chet Baker, canzone dedicata
ad una stagione effimera che, quando finisce, ci regala sempre l’amaro in bocca
e un velo di malinconia. Un ristoratore di un posto di mare che ero solito
frequentare un giorno mi disse, ridendo della sua estremizzazione, ma
conservando al contempo un contegno di serietà: il Ferragosto è a mio avviso la
porta dell’inverno. Lo dico perché ogni anno osservo i radicali cambiamenti
d’umore nelle persone tra il 15 e il 16 di agosto.
Possiamo essere anche, osservati con una lieve piega di disappunto
della bocca, giudicati come fossimo persone strane, amanti dell’inverno, del
freddo e delle grigie giornate senza pioggia, ma avremo, comunque, pur sempre
bisogno di un raggio di sole nella nostra vita ad infonderci il buonumore e a
scaldare le nostre povere ossa.
La malinconia della Filuzzi è la malinconia dell’estate e anche la
malinconia del monotono paesaggio padano, che in parte cambia anche contro la
nostra volontà e questo ci provoca dispiacere, perché, in fin dei conti, anche
se non possiede le peculiarità e la bellezza di altri paesaggi italici, noi
questa piatta pianura la amiamo.