venerdì 20 luglio 2018

Lo stereotipo dell'emilianità




E’ tornata in onda la pubblicità di una nota casa di salumi che pubblicizza un prosciutto cotto senza grasso e una mortadella di pollo (!)

A riguardarlo a distanza di un po’ di tempo con occhi nuovi, sono spinto ad analizzare le incongruenze in essa contenute.

La pubblicità, beninteso, mette di buon umore: l’inquadratura si apre sul volo di una farfalla, con in sottofondo, le note di un motivetto che ricorda vagamente la musica di un film felliniano, farfalla che vola su un paesaggio agreste, con una bella casa di campagna adagiata ai piedi delle colline. Parte la voce fuori campo. Il paesaggio dovrebbe essere modenese, ma la voce parla invece con un marcato accento romagnolo, stereotipo con cui si tende a raffigurare l’emilianità a partire da un complice, un determinato cinema di genere nazionalpopolare. In secondo luogo, le colline sullo sfondo, a differenza del capoluogo emiliano, Bologna, non circondano immediatamente la città di Modena.

Terzo ed ultimo errore: la pubblicità non mette in campo elementi che possano suscitare legami con il territorio e la tradizione, due aspetti fondamentali da prendere assolutamente in considerazione quando si parla di cibo nel nostro Paese.

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