domenica 27 agosto 2017

Diario di viaggio 1


17 - 24 agosto 2007

VENERDI' 17 AGOSTO
Sveglia alle ore 5.30 di mattina, quando ancora fuori tutto tace ed è silente. Che bella la luce dell'alba di una mattina d'agosto. In fretta mi sono vestito ed ho consumato una frugale colazione, per poi correre a prendere l'autobus che mi avrebbe portato in stazione, dove avevo appuntamento con Daniele. Il treno regionale per Rimini stavolta ha viaggiato con puntualità nipponica. Successivamente abbiamo preso una navetta per l'aeroporto internazionale Federico Fellini di Rimini, dove ci siam0 imbarcati con un volo SkyEurope che con poco più di un'ora ci ha portato a Budapest. Verso le 15 siamo giunti in albergo, l'Hotel Gloria. Temperatura 29°C e un'umidità che sfida persino quella che si registra a San Gabriele di Baricella. Arrivati in camera ci siamo accorti subito di alcune cose: manca il telecomando del condizionatore, la ventola del bagno è fuori uso, la pannocchia della doccia è attaccata con lo scotch e in un angolo abbiamo notato delle macchie inquietanti che sembrano di sangue. Non vorremmo che magari qui fosse stato commesso un omicidio, tanto più che il quartiere dove è situato il nostro albergo era segnalato da una guida come una zona un po' malfamata, piena di spacciatori e di prostitute (noi avevamo scelto la sistemazione per il prezzo buono). Non vorrei che il tipo della reception, quando ha farfugliato qualcosa in ungherese alla cameriera ai piani appena siamo arrivati per registrarci, le avesse detto di far sparire in fretta il cadavere.
La moquette si è presentata alla nostra vista piena di chiazze che sembrano tracce di liquidi umorali.
Ci siamo fatti una doccia veloce prima di avventurarci nell'esplorazione della città. A piedi ci siamo aggirati per il nostro quartiere, camminando attraverso la decadenza dei suoi palazzi e riscontrando la più varia umanità: ubriachi, cinesi, zingari sopra tutti.
Raggiunta la stazione della metro ci siamo recati in centro, dove abbiamo fatto un bagno di folla e abbiamo visto la vita notturna della città, con i suoi vari locali ed alcune ragazze adescatrici per strada. Una sosta presso un ristorante tipico con musicisti rom che suonavano violino e fisarmonica, e poi l'ultimo cicchetto in una delle tante birrerie prima di andare a dormire. Il suono delle sirene delle auto della polizia che ci aveva accompagnato quasi incessantemente nel pomeriggio sembra ora essersi arrestato.

SABATO 18 AGOSTO
Sveglia alle ore 6 di mattina, in anticipo di due ore (purtroppo non siamo ancora abituati a dormire con le prime luci dell'alba che filtrano attraverso le tende delle finestre, in quanto qui in Ungheria, come nel resto della Mitteleuropa, non c'è l'uso delle tapparelle), dopo aver dormito su letti che scricchiolano al minimo movimento.
Robusta colazione a base di salame ungherese, insaccati all'aglio e formaggi per poi raggiungere la vicina stazione della metro e andare in centro, dove, sopra il Danubio, dei pazzi scatenati sponsorizzati dalla Red Bull si esibivano in evoluzioni aeree. Dopo molti tentativi falliti di scattare delle foto agli aerei in rapida evoluzione, sempre con la metro abbiamo proseguito per la zona del castello, dove due giovani predicatrici evangeliche (un'albanese e una polacca, peraltro carine), ci hanno impezzato per più di un quarto d'ora nel vano tentativo di convertirci alla loro fede protestante. Dopo un po' abbiamo dribblato la conversazione chiedendo indicazioni su come raggiungere il monumento. Lì giunti, dopo qualche foto panoramica è arrivato un gruppo di giovani musiciste che suonavano musica da camera e una di loro ci ha invitato a ballare con lei un valzer sulle note del "Bel Danubio blu". All'ora di pranzo ci siamo recati in un posto lì vicino e il caso ha voluto che incontrassimo un gruppo di turisti di San Pietro in Casale, Galliera e Cento, che come hanno saputo che siamo di Castel Maggiore hanno iniziato a sbordellare con noi. Successivamente siamo scesi per visitare il Ponte delle Catene e poi siamo rientrati in albergo per prepararci a tornare in Vaci utca, con la sua sfilata di locali, per cenare e passare lì la serata, ma prima non abbiamo dimenticato di passare a prendere qualcosa da bere dalla ragazza dell'alimentari dai capelli rossi, il piercing sull'ombelico ed uno sguardo e un sorriso maliziosi.

DOMENICA 19 AGOSTO
Sveglia alle ore 8, giornata caldo-umida di tempo variabile. Usuale colazione robusta a base di salumi, formaggi, miele e cereali. Successivamente abbiamo preso la metro per recarci a visitare il Duomo di Santo Stefano, primo re cristiano d'Ungheria e padre fondatore della nazione. Il duomo al suo interno è stato realizzato con ben 55 diversi tipi di marmi e possiede un punto panoramico sulla città raggiungibile tramite un ascensore. Terminata la visita siamo tornati nella parte alta di Buda per finire di visitare il borgo. Essendo domenica abbiamo trovato il luogo non solo pieno di turisti, ma anche di gente del posto che qui vengono per pranzare al sacco e rilassarsi sull'erba. Qui in questo periodo si sta inoltre svolgendo un festival di musica folk ungherese..
Un pranzo leggero in uno snack bar, col solito trio di musicisti gitani al seguito e poi siamo di nuovo scesi sul lungo Danubio prendendo la caratteristica funicolare. La città oggi, complice anche il Red Bull Air Race, è stracolma di gente a passeggio e dobbiamo ammettere che qui è veramente pieno di belle ragazze. Rientrati in albergo sul tardo pomeriggio potevamo sentire rombare i motori degli aerei dell'Air Race persino dalla nostra stanza. Ci siamo preparati per uscire e mangiare in uno dei tanti ristoranti di Vaci utca. Lungo l'isola pedonale becco un ragazzo olandese che faceva bolle di sapone. Gli chiedo se posso scattare una foto, ma lui dice di essere fotofobico. Replico dicendo che non userò il flash ma lui afferma di avere quella credenza indiana secondo la quale se scatti una foto ad una persona catturi la sua anima. Gente strana! Lo saluto e procedo oltre. Seduti al nostro tavolo del ristorante, mentre sfilavano a passeggio ragazze bionde dalle gambe chilometriche, abbiamo consumato un sostanzioso piatto di carne. Ma successivamente, data la giornata calda e le ore di camminata, la stanchezza inizia a farsi sentire presto, tanto più che dal cielo alcuni lampi ci avvisano che ben presto inizierà a piovere. Rientriamo in albergo. Domani sarà festa nazionale.

LUNEDI' 20 AGOSTO
Giornata caldo-umida di tempo incerto. Dopo la colazione decidiamo di prendere un bus per il Memento Park, situato appena fuori Budapest (http://www.szoborpark.hu/index.php?Lang=it). Durante il tragitto possiamo così osservare come sono i dintorni della città, pieni di aree verdi. Il Memento Park è stato creato nel 1993, un anno dopo il ritiro definitivo delle truppe sovietiche dall'Ungheria. Si tratta di un parco di statue di epoca comunista, che qui sono state raccolte dopo che erano state tolte dai loro vari punti in città dove erano dislocate.
Al rientro in città abbiamo trovato una marea umana dislocate sul lungofiume, in quanto oggi è festa nazionale (si celebra Santo Stefano), inoltre oggi è anche l'ultimo giorno del Red Bull Air Race. Dopo il pranzo in Vaci utca ci chiama il mio amico Andrea, qui a Budapest a passare il mese d'agosto per motivi di studio. Ci diamo appuntamento a Ponte Elisabetta con lui ed altri ragazzi dello studentato dove risiede (in totale sarebbero più di 80). Conosciamo 3 ungheresi (un ragazzo e due ragazze), un egiziano e due ragazze lituane. Ci fermiamo a bere qualcosa in un pub, sono le 5 del pomeriggio. Ci sorprende un acquazzone e dal nostro tavolo fuori siamo costretti a riparare dentro. Vi rimaniamo per alcune ore e tra un bicchiere di Unicum e l'altro diventiamo tutti un po' breschi. Alle 10 smette di piovere e usciamo fuori a vedere i fuochi d'artificio a conclusione della giornata di festa. Poi ognuno si reca nella propria stanza per fare una doccia e cambiarsi d'abito e successivamente, verso le 11, ci ritroviamo tutti nello studentato presso una stanza di egiziani a fumare il narghilè. Iniziano ben presto ad arrivare altre persone e la stanza da 4 si riempie: adesso, tra italiani, egiziani, lituani, ungheresi e turchi siamo almeno una ventina, tutti stipati. Rimaniamo lì fino alle 3 del mattino.

MARTEDI' 21 AGOSTO
Dopo sole 5 ore di sonno ci alziamo per andare a fare colazione. Fuori piove. Decidiamo di andare a visitare il Parlamento, ma appena arrivati troviamo tutto transennato con un dispiegamento di esercito e forze dell'ordine. Scopriamo così che il cancelliere tedesco Angela Merkel è in visita. Allora ripieghiamo verso la Chiesa di Mattia, nella parte alta di Buda, poi scendiamo a piedi e con la linea gialla della metropolitana arriviamo all'Opera. Effettuiamo dopo pranzo la visita guidata di questo teatro che è fra i più belli ed imponenti d'Europa. All'uscita rispunta il sole. Decidiamo di tornare in albergo a riposare un po' prima di uscire di nuovo per fare la navigazione notturna sul Danubio. Una volta a bordo del battello, col favore del buio, cullati da una musica rilassante e dallo sciabordìo dell'acqua, possiamo ammirare i monumenti illuminati su entrambe le rive di Buda e Pest, mentre ci viene servito vino ungherese. Terminato il giro ci fermiamo a mangiare una zuppa di goulasch e poi raggiungiamo Andrea allo studentato, dove si sta svolgendo una festa d'addio per un ragazzo egiziano che parte domani mattina e troviamo musica araba, balli e narghilè: sembra una rimpatriata di egiziani. Restiamo lì fino alle 3 del mattino per poi tornare al nostro albergo.

MERCOLEDI' 22 AGOSTO
Alle 9, anche se ancora assonnati, siamo costretti ad alzarci per fare colazione prima che alle 10 smettano di servirla. Per le 11 ci diamo appuntamento con Andrea in centro per acquistare alcuni souvenir e bere un ice coffee. Verso le 12.30 lo salutiamo e ci dirigiamo di nuovo verso il Parlamento, ma il destino vuole che neanche oggi riusciamo a visitarlo. Infatti tutti i biglietti individuali sono terminati. A piedi proseguiamo per Ponte Elisabetta dal quale accediamo alla bella e rilassante Isola Margherita, posta al centro del Danubio, dove dopo prando affittiamo un veicolo elettrico per un'ora e ce la giriamo tutta. Finito il giro prendiamo la metropolitana e torniamo in Vaci utca dove ci prendiamo un drink prima di rientrare in albergo. Dall'albergo, mentre ci prepariamo per uscire di nuovo, contattiamo una delle due ragazze lituane conosciute due giorni prima. Ci dicono che con altri ragazzi dello studentato hanno in programma di andare in un pub verso mezzanotte e così fissiamo data e luogo del ritrovo. Per la cena ci rechiamo nell'ennesimo ristorante in Vaci utca dove una graziosa mora dall'aspetto di segretaria di direzione ci invita a prendere posto.
Daniele ed io quando siamo all'estero siamo un po' restii a ritrovare altri turisti italiano, in quanto preferiamo di mescolarci il più possibile alla gente del luogo. Ebbene, stasera eravamo circondati da italiane, e le tre ragazze romane sedute al tavolo alla nostra sinistra sono state oggetto di divertimento per noi e il cameriere. Innanzitutto si poteva capire benissimo prima che aprissero bocca che erano italiane a giudicare dalla quantità industriale di profumo che si erano spruzzate addosso (troviamo le ungheresi più discrete in questo); poi una delle tre ha il coraggio di ordinare una zuppa di goulasch senza paprika. E' un'assurdità, è come voler uscire quando piove e pretendere di non bagnarsi!
Il televisore del ristorante era poi sintonizzato sull'amichevole Ungheria - Italia e il nostro pasto è stato interrotto per ben tre volte dall'esultanza del personale del ristorante per i gol segnati dalla loro nazionale (per la cronaca abbiamo perso 3 a 1). Terminata la cena ci rechiamo al luogo dell'appuntamento in Ferenc korut. Usciti dalla metropolitana ci accingiamo ad aspettare le ragazze sullo spiazzo, tra miasmi d'urina, gente ubriaca e zingari che ci chiedono l'elemosina. Siamo nel IX distretto e restiamo ad aspettare per quasi un'ora. le  ragazze lituane continuano a non rispondere ai nostri messaggi e alle nostre telefonate. Siccome la metropolitana, data l'ora tarda, non è più in funzione, decidiamo di fare allora un tentativo recandoci a piedi allo studentato. Attraversiamo così il quartiere tra capannelli di prostitute che nella loro lingua ci invitano ad usufruire del loro corpo.
Arrivati allo studentato troviamo tutto buio e tutto chiuso e dei ragazzi del nostro gruppo non c'è traccia. Mandiamo le lituane a quel paese, tanto più che inizia anche a piovere e noi non abbiamo di che coprirci. Durante il breve tragitto che ci separa dall'albergo per un attimo la pioggia allenta e si alza una breve e leggera brezzolina carica di un odore particolare, che è quello della fine dell'estate. Rientriamo nella nostra stanza pensando già a domani, giorno in cui ferveranno i preparativi per la nostra partenza, fissata per venerdì mattina.

GIOVEDI' 23 AGOSTO
Ci svegliamo all'ora consueta e appena accendiamo il cellulare troviamo un messaggio di Nora, una delle due ragazze lituane, che si scusa per ieri sera, dicendo di aver dimenticato il cellulare nella sua stanza e impariamo che senza di noi sono rientrati alle 4 di stamattina.
Dopo colazione decidiamo di fare l'ultimo tentativo di visitare il Parlamento e arriviamo lì con la metro. Ma dopo circa 45 minuti di fila sotto il sole cocente, appena siamo ad un metro dallo sportello esce fuori una guardia con un cartello che annuncia che per oggi i biglietti sono terminati. Sfiga, si vede che il destino ha proprio voluto che non visitassimo il Parlamento. Decidiamo di perdonare le lituane per il pacco che ci hanno tirato e le avvertiamo che vorremmo quantomeno salutarle prima della nostra partenza e ci diamo così appuntamento allo studentato, dove ci fermiamo circa un'oretta a parlare con loro, ascoltare un po' di musica, sentire Nora suonare il violino e scattarci una foto. Le dobbiamo lasciare perché alle 15 hanno la visita prenotata al Memento Park. Le invitiamo a venire in Italia per la prossima estate, mentre nella nostra testa pensiamo che anche una capatina a Vilnius non sarebbe male.
Torniamo in centro per consumare il penultimo pasto a base di cucina ungherese e poi rientriamo in albergo a riposare un po' e a fare i bagagli. Terminato di fare i bagagli decidiamo di andare a scoprire l'ultimo ristorante rimasto in Vaci utca. Facciamo appena in tempo a terminare la cena che si alza un gran ventaccio, presagio di una tempesta. Di corsa raggiungiamo la metro e poi il nostro albergo. E' finita, domani mattina si parte, anche se ci si vorrebbe fermare volentieri ancora per qualche giorno. Dalla prossima settimana si tornerà alla vita di tutti i giorni.

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