sabato 12 settembre 2015

Sogno un Eden...

Per fortuna siamo nati in un’epoca di emancipazione sessuale in cui si può parlare e scrivere in relativa tranquillità di certi argomenti senza correre il rischio di finire in galera.
Mi sono sempre chiesto: sotto i vestiti siamo nudi e fino a prova contraria siamo animali, ma gli animali non si vergognano di essere nudi, mentre noi sì.
Questa domanda se l'è posta anche Desmond Morris, psicologo e antropologo americano che ha scritto "La scimmia nuda". Lui afferma che le ragioni per cui le persone non vanno in giro nude è perché siamo privi di pelliccia. Ma la questione è un'altra. Quando ci siamo evoluti, siamo diventati eretti e abbiamo iniziato a camminare su due gambe. Quando ciò è avvenuto, l'uomo primitivo aveva già iniziato a coprirsi le parti intime, perché altrimenti, essendo l'uomo eretto, gli altri avrebbero visto direttamente le sue gonadi.
In sostanza ci vestiamo per due motivi: perché non abbiamo pelliccia e perché siamo eretti.
Ma poi c'è anche la questione del pudore, che è un concetto sociale. La società ci porta a vergognarci della nostra nudità, perché abbiamo associato la nudità alla libido.
Nella Bibbia Adamo ed Eva, dopo aver commesso il peccato originale, si vergognarono di essere nudi per qualcosa che può essere interpretato con significati figurati. Adamo ed Eva erano stati creati perfetti, il fatto che si coprirono le parti del loro corpo creato da Dio e poi cercarono di nascondersi erano chiari segni del traviamento della loro mente e del loro cuore. Il peccato fece provare loro sentimenti di colpa, ansietà, insicurezza e vergogna.
Il nostro è un paese di tristi, frustrati, bigotti, pruriginosi, moralisti. Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l’imposizione dei falsi pudori che ci vergogniamo di essere nudi. Nudità è libertà. Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro. Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità, se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del "trash", dell’indistinto.

Sono una persona normale, moralmente responsabile, che vuole vivere la sua naturalità corporea senza secondi o terzi fini o scopi. Amo la mia nudità, praticata serenamente nei miei spazi e nei miei ambienti. Mi aiuta ad accettarmi così per come sono, mi infonde un senso di pace, di tranquillità, di beatitudine, di comunione con la natura e di equilibrio con me stesso.  

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